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Botulino: fra miti, leggende e realtà clinica (la vera storia) - BLS - Breath of Life Studio di Osteopatia a Treviso

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13 Gennaio, 2015

Botulino: fra miti, leggende e realtà clinica (la vera storia)

“Io il botulino non lo voglio fare…” mi dicono ogni settimana i miei pazienti, nuovi e anche vecchi.
“Perché?” chiedo
“Perché è una tossina!” mi rispondono convinti.

Non sapete quante volte mi trovo a dover fare chiarezza su questo argomento... se non ogni giorno, sicuramente più volte alla settimana!

Ma vediamo di sfatare questo "mito al negativo" una volta per tutte e di fare corretta informazione in merito a questo batterio. Credo che la storia del botulino, in Italia e sottolineo esclusivamente in Italia, sia emblematica e riproponga un vecchio ma sempre potente modello di disinformazione scientifica, argomento di discussione che nasconde una vecchia lotta di interessi, di business contrapposti. La situazione in Italia è tale per cui si rende necessario chiarire i luoghi comuni che si sono creati negli anni, per informare correttamente sulla sicurezza ed efficacia nell'utilizzo estetico di questo batterio.

Se da un lato sappiamo che il botulino è una proteina prodotta in natura da un batterio, tristemente famoso perché in grado di contaminare i cibi e le conserve di alimenti, dall'altro ci è poco noto l'uso che viene fatto dei batteri in farmacologia: infatti, moltissimi medicinali che tutti noi assumiamo senza problemi e senza pensieri sono prodotti da batteri. Un esempio comune sono gli antibiotici: molti non sono altro che sostanze prodotte da alcuni microorganismi allo scopo di bloccare la crescita di altri batteri. La scienza molto spesso  sfrutta a scopo terapeutico le sostanze normalmente presenti in natura. 

Il botulino ha una storia simile: infatti i neurologi e gli oculisti lo usavano anni fa e lo usano tuttora per trattare disturbi di varia natura, come tic nervosi, spasmi muscolari esito di ictus cerebrali, etc. Poi, agli inizi del nuovo millennio, proprio due oculisti si accorsero che, trattando gli spasmi muscolari delle palpebre dei loro pazienti, miglioravano le rughe della fronte e delle sopracciglia. Da qui nacque l’utilizzo in estetica del Botox, per le rughe della “parte alta” del viso, approvato dalla FDA e poi dal Ministero della Salute italiano. 

Quando dunque mi sento dire dai pazienti “Ma il botulino è una tossina!!!”, ho l'obbligo di spiegare che alle dosi usate in medicina ed in estetica non è tossico! 
Spieghiamolo con un esempio semplice: provate a bere due o tre litri di acqua in poche ore; accade che andrete spesso al bagno, e che magari vi sentirete meglio (di norma si beve troppa poca acqua…), ma di certo non avrete alcun problema. Provate adesso – lo dico provocatoriamente – a bere trenta litri d’acqua tutti insieme: ammesso e non concesso che lo riusciate a fare, correte un grande pericolo: l’edema cerebrale ed il coma. Infatti l’acqua, innocua ed anzi benefica a dosi normali, diventa tossica e addirittura mortale a dosi soltanto dieci volte superiori.

L’inoculazione di poche decine (al massimo un centinaio) di unità di botulino nei sottilissimi muscoli della fronte, delle palpebre e delle sopracciglia, che verranno indeboliti in punti predeterminati al fine di ottenere la distensione delle rughe d’espressione, è assolutamente sicura. Do' chiaramente per scontato che a farlo sia uno specialista, non necessariamente un chirurgo plastico, ma anche un dermatologo o comunque un medico che sappia bene dove iniettare il botulino e quante unità iniettare. 

E ora volete sapere come si è arrivati a credere che il botulino sia dannoso? Facciamo un passo indietro: fino a pochi anni fa, soltanto i chirurghi plastici erano legalmente autorizzati ad usare il botulino a fini estetici. Gli altri medici non specialisti che si occupavano da sempre di medicina estetica - e sono molti, dai dermatologi ai “medici estetici” - non lo potevano per legge utilizzare. Pertanto nacque una corrente di medici che si fecero paladini della pericolosità del Botox e che trovarono ampio spazio sui media italiani, sempre alla ricerca della notizia sensazionalistica. La povera Cesara Bonamici divenne l’emblema del “pericolo Botox”, quando tutti sanno ormai che ella abbia sofferto di problemi di altra e ben più grave natura. Essi continuarono a seminare terrore tra i poveri ignari pazienti, salvo magari trattare nel segreto del proprio ambulatorio le zampe di gallina con piccole dosi di botulino (tanto: “Se è  poco poco, male non fa...”).
 
Allora, cari lettori, come ci regoliamo? Ecco i miei suggerimenti: 
  • botulino sì per le rughe che hanno come causa la contrazione eccessiva dei muscoli mimici;
  • acido ialuronico sì per le rughe di cedimento, di invecchiamento e per il rimodellamento dei volumi del viso. 
Inutile riempire una ruga “mimica” con il filler a base di ialuronico: questa tornerà fuori peggio di prima al primo sorriso, al primo atteggiamento corrucciato della fronte. 
Il botulino non paralizza – è bene ricordarlo – ma semplicemente, se ben eseguito nei tempi e nelle dosi corrette e nei siti giusti di inoculo – modula, addolcisce la contrazione esagerata, eccessiva dei muscoli della mimica: provate a farvi scattare una foto da un amico quando siete perplessi, arrabbiati, pensierosi, sovrappensiero, sorridenti: scommetto che molti di voi si stupiranno guardandosi e scoprendo come queste emozioni, sentimenti e stati d’animo possano esprimersi in maniera esagerata sulla pelle del viso, solcandola profondamente. 
Nessuno, io per primo, vuole bloccare le emozioni, l’espressione dell’anima! Si tratta soltanto di trovare la giusta via di mezzo


Scritto da: Dott. Cristiano Biagi

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